La serata televisiva di Peppe Iodice al Peppy Night, in onda su Canale 21, si è trasformata in un lungo racconto senza filtri firmato Fabrizio Corona, che ha scelto di affrontare direttamente il tema delle sue recenti polemiche con il mondo Mediaset. Sollecitato da una domanda di Iodice sul senso del suo attacco frontale all’azienda,
l’ex re dei paparazzi ha risposto rivendicando senza imbarazzo la natura economica delle sue scelte, inserendole però in una visione più ampia dello spettacolo e dei suoi meccanismi.
“Questa roba la faccio per soldi, ma anche la tv è nata per soldi. I conduttori lavorano per soldi, gli artisti lavorano per soldi, anche i calciatori. Io guadagno tanti soldi ma non è solo grazie a Falsissimo, li guadagno fin da quando avevo 25 anni. Ho guadagnato milioni di euro”. Una dichiarazione che Corona ha utilizzato per smontare, a suo dire, l’ipocrisia di un sistema che critica il suo approccio diretto ma che sarebbe fondato sugli stessi principi. Nel corso del ragionamento, ha poi voluto precisare di non essere isolato dal mondo televisivo, anzi di conservare rapporti personali solidi con alcune figure di primo piano. “Nel mondo dello spettacolo ho due grandi amici. Uno è Massimo Giletti e l’altro è il patron de Le Iene (Davide Parenti, ndr)”.
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Fabrizio Corona, nuovo affondo su Gerry Scotti
Il discorso si è poi spostato su uno dei punti più controversi della sua recente esposizione mediatica, ovvero le accuse rivolte a Gerry Scotti in merito a presunti rapporti extraprofessionali con alcune ex letterine di Passaparola, accuse che sono state smentite da numerose protagoniste dell’epoca. Corona, tuttavia, è tornato a sfidare apertamente il volto storico di Mediaset, soffermandosi su un dettaglio che, secondo lui, sarebbe rivelatore: l’assenza di una querela nei suoi confronti per quelle dichiarazioni.

Secondo la versione fornita durante la trasmissione, la scelta di Scotti di non rivolgersi alla giustizia avrebbe una spiegazione precisa. “Gerry Scotti non mi ha denunciato, sai perché? Perché se vai in aula e quello che accusi ti porta le prove, fai una figura di mer**. Si chiama exceptio veritatis, quindi meglio se non denuncia. Dopo quello che è successo, ha rilasciato un’intervista al Corriere e non ha fatto un mea culpa, si è dispiaciuto per le ragazze. Andate a vedere i video di Gerry Scotti in rete girati tra fine anni ’90 e inizio 2000, avete visto come palpeggiava le ragazze a Passaparola?”. Un passaggio che ha riacceso il dibattito e che rappresenta il cuore più esplosivo dell’intervento dell’ex fotografo.


Solo nella parte finale della sua ospitata, Corona ha abbassato i toni, introducendo un elemento più personale e inatteso. Ha infatti raccontato di essersi imposto una sola vera forma di autocensura nella sua attività recente. Pur avendo tra le mani un presunto scandalo che avrebbe potuto diventare una nuova puntata di Falsissimo, ha scelto di non renderlo pubblico per una ragione intima e sentimentale. “C’era un gossip enorme, con un intreccio clamoroso, che avrei potuto raccontare e non l’ho fatto perché avrei rovinato per sempre una donna alla quale sono stato legato da fortissimi sentimenti. Ho preferito evitare e questa è l’unica censura che mi sono imposto”. Un finale che sposta il racconto dal terreno dello scontro mediatico a quello delle scelte personali, lasciando intravedere una linea che, almeno in questo caso, Corona afferma di non voler superare.