“Vado con Vannacci”. Chi è il parlamentare che sceglie Futuro nazionale

C’è un primo segnale politico che rompe gli equilibri a destra e che potrebbe anticipare movimenti più ampi nei prossimi mesi. Un passaggio che non arriva all’improvviso, ma che matura nel tempo, tra malumori, rotture personali e una narrazione sempre più critica verso l’attuale assetto della destra di governo.

Il gesto assume un valore simbolico perché arriva dal Parlamento e perché coinvolge una figura già finita al centro di polemiche e tensioni interne.

C’è già infatti il primo parlamentare a dichiarare apertamente di seguire Roberto Vannacci nel nuovo progetto politico. Una scelta che viene rivendicata senza esitazioni e che, secondo lui, non resterà isolata. “Io seguirò Roberto Vannacci”, conferma infatti all’Agi annunciando il suo passaggio a Futuro Nazionale.

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Roberto Vannacci, il primo deputato a seguirlo

È Emanuele Pozzolo, deputato vercellese eletto nelle liste di Fratelli d’Italia ed espulso dopo la vicenda dello sparo di Capodanno alla Pro Loco di Rosazza. “Sono convinto che lo faranno anche altri colleghi parlamentari. Ma soprattutto lo farà il popolo italiano: imprenditori, famiglie, uomini e donne che dalla politica, e in particolare dalla politica di destra, si aspettano fatti, non parole”. Un messaggio che punta a intercettare un elettorato deluso e che si presenta come risposta a una presunta distanza tra promesse e azione concreta.

Nel racconto di Pozzolo c’è anche una critica frontale al modo in cui, a suo dire, la destra si è mossa negli ultimi anni. “È finito il tempo di una destra che deve chiedere permesso, che deve scusarsi, che cerca legittimazione nei salotti buoni e negli applausi di una sinistra che domina tv mainstream e grandi giornali. La destra deve fare la destra. Deve dire le cose come stanno. E se a qualcuno, a sinistra, non piacciono, ce ne faremo una ragione”. Parole che delineano una rottura netta con l’idea di mediazione e che rivendicano una linea identitaria senza filtri.

Il riferimento più forte è al “me ne frego” attribuito a Vannacci, che per Pozzolo “racconta bene una verità semplice: non se ne può più del politicamente corretto”. Da qui l’affondo contro quelle che definisce “destre omeopatiche”, giudicate inutili e incapaci di incidere davvero. “La destra deve dire, sostenere e lottare per i propri principi. Senza complessi. Senza timidezze. Senza chiedere autorizzazioni. Di destre omeopatiche non ce ne facciamo nulla. E la destra di Vannacci non lo sarà”.

È nella parte finale del ragionamento che emerge l’ambizione più ampia del progetto Futuro Nazionale. “Chi pensa che questo sia il progetto di un piccolo partito di destra si sbaglia di grosso”, insiste Pozzolo, arrivando a paragonare Vannacci a una figura storica di rottura e sintesi come Charles de Gaulle. Secondo il deputato, il generale potrebbe unire non solo “le istanze della vera destra”, ma anche cattolici lontani dalla “sinistra cattocomunista” e persone provenienti da tradizioni politiche diverse, accomunate dalla convinzione che oggi la sfida sia tra buonsenso e pensiero unico.

“La vera battaglia è tra buonsenso e pensiero unico. Un pensiero unico che è ormai patrimonio della sinistra e di una parte consistente della stessa destra di governo”, afferma ancora Pozzolo, prima di chiudere con una dichiarazione che suona come una linea programmatica. “Quella di Vannacci sarà una destra che non chiede permesso. Ed è esattamente la destra di cui l’Italia ha bisogno”. Una presa di posizione che segna l’inizio di una nuova fase e che potrebbe presto trovare altri seguaci dentro e fuori dal Parlamento.

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