Il Festival di Sanremo 2026 ha regalato al pubblico molti momenti intensi, ma alcuni artisti hanno scelto di trasformare il palco dell’Ariston in qualcosa di più di una semplice esibizione. Tra loro c’è stata anche Serena Brancale, che durante la kermesse ha portato una canzone profondamente personale, dedicata alla madre scomparsa nel 2020.
Un brano carico di emozioni che ha colpito il pubblico e che, a distanza di pochi giorni dalla fine del Festival, è tornato al centro del racconto televisivo.
La cantante pugliese è stata ospite di Verissimo, nel salotto di Silvia Toffanin, dove ha ripercorso il percorso che l’ha portata fino al palco di Sanremo e il significato più profondo del suo brano “Qui Con Me”. Nel corso dell’intervista l’artista ha parlato dell’amore per la musica che la madre le aveva trasmesso fin da bambina, raccontando quanto la sua presenza continui a vivere nelle sue scelte e nel suo modo di fare arte.
Chi è Serena Brancale a Sanremo 2026: età, altezza, peso, carriera, fidanzato

Tra i momenti più toccanti dell’intervista c’è stato il racconto legato all’abito indossato durante la serata finale del Festival. Un gesto simbolico che ha rappresentato per lei un modo speciale di sentire la madre ancora accanto. “Stavamo pensando a quello che avrei messo per la finale e a me è venuto in mente di andare a vedere nell’armadio di mamma. Il mio manager, che è anche un amico, mi ha assecondata. Ho trovato questo vestito nero, lui è scoppiato a piangere. Quel vestito l’ho visto indossato ai suoi 40 anni, al compleanno di mio fratello. Ero vestita del suo odore e sono contenta di aver scelto quel vestito. Io la tengo dentro di me, questa è una celebrazione che ho voluto farle”.
L’artista ha spiegato che proprio con la canzone “Qui Con Me” ha voluto mandare un messaggio molto chiaro al pubblico: non bisogna avere paura di mostrare il dolore o le ferite lasciate da una perdita. Secondo Brancale, lasciarsi andare alle emozioni può essere un modo per affrontarle e trasformarle in qualcosa di positivo.

Durante questo racconto particolarmente intenso anche Silvia Toffanin non è riuscita a trattenere la commozione. La conduttrice ha condiviso con la cantante un ricordo personale molto simile, spiegando che anche sua madre è scomparsa nello stesso periodo. “Ti capisco. Tua mamma se n’è andata nell’ottobre del 2020, lo stesso mese in cui se n’è andata anche la mia. Adesso saranno insieme che ci guardano. Quest’anno saranno sei anni che non ci sono più”.
Il momento più emozionante è arrivato quando Serena Brancale ha cantato in studio il suo brano sanremese. Al termine dell’esibizione, visibilmente colpita, la conduttrice ha voluto dedicarle parole di grande affetto. “Questa è una canzone meravigliosa. Non potevi descrivere questa mancanza meglio di così, l’hai fatto nel modo migliore al mondo, te lo giuro. Grazie, ti voglio tanto bene”.
Nel corso dell’intervista la cantante ha anche raccontato quanto siano stati difficili i mesi successivi alla scomparsa della madre. Un momento particolarmente complicato soprattutto per il fratello minore, che all’epoca aveva soltanto diciotto anni. “Non è stato facile affrontare tutto. Non è naturale che un ragazzo così piccolo perda la mamma. Io e mia sorella infatti siamo state delle seconde mamme per lui”.
A chiudere il momento in studio è stata la lettura di una lettera molto speciale, scritta dalla cantante alla madre e inserita nel suo nuovo album “Sacro”. Un testo intimo e profondamente personale che racconta il modo in cui il legame con la madre continua a vivere nel tempo.

“Tutte le volte che mi fermo a ripensare a quello che è successo, mi prende una confusione strana, di quelle che ti fanno girare la testa. Come quando fai un passo convinta di trovare terra sotto i piedi e invece no, il vuoto. Col tempo ho imparato a conviverci. Perché certe cose non si accettano mai fino in fondo, nemmeno volendo, però ci convivi. Perché la vita continua a camminare e tu, volente o nolente, devi starle dietro”.
“E ti dirò una cosa che ti farà sorridere, io ti sento ancora, ti sento in tutto quello che faccio, anche nelle cose piccole, che non contano nulla, ma che invece contano. A volte mi viene da pensare: questa cosa lei la farebbe così. E allora mi sento più tranquilla, come se non fossi sola davvero. Dopo più di cinque anni, mamma, mi sono decisa a scriverti questa lettera. Non so se le lettere arrivino dove sei tu, ma io le affido all’aria, con una canzone, con la mia voce. Volevo solo dirti che ti penso sempre e che so, con quella certezza che non ha bisogno di prove, che tu sei ancora qui con me”.