Un attimo soltanto, poi il corpo che cede e la mente che si svuota. In mezzo al traffico di Milano una passeggiata qualunque si trasforma in un frammento
di paura difficile da cancellare. Le immagini circolano e colpiscono, perché raccontano un volto segnato e uno sguardo ancora sotto choc.
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È successo nel pomeriggio di mercoledì 11 febbraio 2026. Protagonista, suo malgrado, Wanna Marchi, oggi 83enne: era fuori con il suo cane quando, all’improvviso, tutto è precipitato in pochi secondi, sotto gli occhi dei passanti. Solo nella seconda parte del racconto emerge il dettaglio che rende la scena ancora più inquietante: Marchi spiega di essere stata colpita mentre si trovava sulle strisce pedonali. Il tonfo, la caduta, i lividi e un senso di confusione che, a suo dire, l’ha lasciata senza punti di riferimento.

Il video e il ricordo che si spezza
A raccontare quei momenti è la stessa Wanna Marchi in un video pubblicato su Instagram. Parla di terrore, di dolore alle mani e al viso, dei sassi sull’asfalto. Ma soprattutto di una perdita momentanea di memoria: quando arrivano i soccorsi, dice di non riuscire nemmeno a ricordare l’indirizzo di casa.

Il volto appare tumefatto, segnato dai colpi. Eppure, nonostante l’intervento dei sanitari del 118, Marchi avrebbe rifiutato il trasporto in ospedale. Una scelta netta, legata a una ferita che non è solo fisica: quel luogo, secondo il suo racconto, riaprirebbe un dolore privato troppo pesante.

Secondo quanto riferito da ANSA in casi analoghi e nelle ricostruzioni di cronaca cittadina, negli investimenti pedonali a incidere spesso sono anche visibilità ridotta e sosta irregolare. Ed è proprio questo il punto che torna anche nelle prime informazioni filtrate sull’accaduto.
Il motivo indicato per il rifiuto dell’ospedale sarebbe personale: la struttura proposta dai soccorritori sarebbe la stessa dove è morto suo marito. Un ricordo che, nel momento dello choc, avrebbe reso insopportabile l’idea di varcare di nuovo quelle porte.
Marchi avrebbe preferito rientrare subito a casa, lontano da telecamere e curiosi. Nel racconto compare anche la volontà di non alimentare quello che lei stessa definisce un “circo mediatico”, scegliendo il silenzio e la privacy mentre cerca di rimettersi.
Tra i primi ad arrivare sul posto, viene citato Davide Lacerenza, ex compagno della figlia Stefania Nobile. Sarebbe stato lui a prestare assistenza e a provare a convincerla a fare controlli più approfonditi, senza riuscirci.

Stando alle prime ricostruzioni, l’investimento sarebbe stato favorito da un’auto parcheggiata in modo irregolare, che avrebbe limitato la visuale. Il giovane alla guida del veicolo che ha urtato Marchi si sarebbe fermato subito, prestando soccorso e collaborando con le forze dell’ordine.
Resta ora da chiarire nel dettaglio la dinamica, anche per definire eventuali responsabilità. Intanto, la vicenda riaccende l’attenzione sulla sicurezza dei pedoni a Milano, dove la sosta selvaggia e la scarsa visibilità possono trasformare un attraversamento in un rischio reale.
Per Wanna Marchi si apre una fase delicata: il recupero, dopo un impatto del genere, può essere lungo. E nelle prossime ore si capirà se, nonostante il rifiuto iniziale, deciderà di sottoporsi ad accertamenti medici e se emergeranno ulteriori aggiornamenti ufficiali sull’accaduto.