Il conflitto che coinvolge Iran, Israele e gli equilibri geopolitici del Medio Oriente continua a generare tensioni e interrogativi anche in Europa.
Mentre sul piano internazionale la situazione appare sempre più instabile, nel Vecchio Continente cresce la sensazione di una risposta politica debole o comunque poco incisiva. È proprio questo il punto che alimenta il dibattito pubblico e politico in queste ore.
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Molti osservatori sottolineano come l’Unione europea stia mantenendo un profilo basso di fronte a una crisi che potrebbe avere conseguenze globali. In un momento in cui il mondo appare attraversato da nuovi equilibri e conflitti, il rischio, secondo diversi commentatori, è quello di rimanere ai margini delle decisioni che contano davvero.

Paolo Del Debbio non le manda a dire
Il tema è stato affrontato anche durante la trasmissione Dritto e Rovescio, il programma di approfondimento politico di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio. Nel corso della puntata, il giornalista ha espresso con forza il proprio punto di vista sulla posizione europea di fronte alla guerra e alle tensioni internazionali che stanno segnando questo periodo.

Proprio Del Debbio ha espresso tutta la sua frustrazione davanti a quella che percepisce come una mancanza di reazione da parte delle istituzioni europee. Il conduttore ha dichiarato: “Io non voglio vivere in una federazione di Stati che, quando succede qualcosa, sta zitta, perché sennò non la voto, cioè non mi serve a niente, non mi sento rappresentato”.
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) March 12, 2026
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In studio era presente anche il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha condiviso la critica rivolta all’assetto politico dell’Europa. Il leader della Lega si è accodato alle parole del conduttore sostenendo la necessità di un cambio di impostazione nelle politiche europee. Salvini ha affermato: “Io sono perfettamente d’accordo con te, compito e dovere della politica è non solo analizzare i problemi, ma anche dare delle soluzioni ed è per questo che, non da oggi, ma da anni la Lega propone – e ci accusano di essere sovranisti, egoisti, isolazionisti, italianisti – di tornare alla comunità economica europea, una comunità di Stati uguali, liberi e sovrani, che mettevano in comunione alcune competenze, ma che poi decidevano a casa loro per gli interessi degli italiani, degli spagnoli o dei finlandesi”.
Secondo Salvini, l’attuale Unione europea a 27 Stati presenta interessi spesso divergenti che rendono complicata una risposta comune alle grandi crisi internazionali. Da qui la proposta di tornare a un modello più vicino alla Comunità economica europea, con Stati maggiormente autonomi nelle decisioni strategiche.
Nel suo intervento il ministro ha inoltre criticato alcune politiche ambientali europee, ritenendole inadatte a un momento di forte instabilità geopolitica. Salvini ha dichiarato: “Un’Europa a 27, a interessi palesemente diversi. Un’Unione europea normale, visto quello che è accaduto fra Russia e Ucraina e che sta accadendo fra Iran e Israele, la prima cosa che fa è bloccare tutti quegli assurdi regolamenti, divieti e tasse: le case green, le auto green, la tassazione sulle emissioni di CO2, che avvantaggiano solo la Cina. Tutto questo in un momento come questo va bloccato, vanno bloccate tutte queste fesserie ideologiche”.
Nel frattempo, gli effetti del conflitto si fanno sentire anche sull’economia europea, in particolare sul costo dell’energia e dei carburanti. Durante la trasmissione è intervenuto anche Agatino, un autotrasportatore, che ha raccontato l’impatto diretto della situazione sui costi del suo lavoro: “Oggi il carburante, per lo stesso percorso, mi costa 40 euro in più”. Una testimonianza che ha spinto Del Debbio a reagire con ulteriore indignazione, commentando: “Qui c’è qualcuno che fa una schifezza totale!”.