È passato esattamente un anno da quando l’Italia ha scoperto che il caso dell’omicidio di Chiara Poggi era tornato sotto la lente degli investigatori. Nel marzo del 2025 Sempio si presentò in caserma per sottoporsi al prelievo del dna tramite tampone, pochi giorni dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia notificato dai carabinieri il 27 febbraio dello stesso anno.
La riapertura del fascicolo era stata disposta dalla Procura dopo la richiesta della difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 per l’omicidio della fidanzata, sulla base di una nuova perizia di parte.
Ora l’inchiesta si avvia verso la sua conclusione formale. Nel peggiore dei casi gli investigatori utilizzeranno tutto il tempo a disposizione. Nel migliore dei casi la chiusura potrebbe arrivare prima, non appena verrà depositata l’ultima consulenza tecnica richiesta dagli inquirenti. Si tratta della perizia informatica sui computer di Alberto Stasi e di Chiara Poggi, un accertamento che potrebbe chiarire uno dei punti più discussi della vicenda.
Leggi anche: “Perché sono andate in procura”. Garlasco, la decisione delle gemelle Cappa

Garlasco, si va verso la chiusura delle indagini: quando è prevista
Le indagini riaperte sul delitto di Garlasco si avvicinano a un passaggio decisivo. I 18 mesi previsti dalla legge per la fase delle indagini preliminari scadranno ad agosto e la Procura di Pavia sta lavorando agli ultimi accertamenti prima di stabilire se chiedere un rinvio a giudizio o l’archiviazione della posizione dell’unico indagato in questa nuova fase dell’inchiesta, Andrea Sempio.

Nel fascicolo sono già presenti le consulenze tecniche presentate sia dalla difesa dell’indagato sia dai legali della famiglia Poggi. L’attenzione degli esperti si concentra soprattutto su un intervallo di tempo molto preciso: i dieci minuti compresi tra le 21.59 e le 22.09 del 12 agosto 2007, la sera precedente all’omicidio. In quel momento Chiara Poggi si trovava da sola nella casa di Garlasco e, secondo una delle ipotesi investigative, avrebbe utilizzato il computer del fidanzato Alberto Stasi.
Proprio in quei minuti si cerca un possibile elemento che possa contribuire a chiarire il movente del delitto, un aspetto che nelle sentenze definitive non è mai stato individuato con certezza. Nelle motivazioni della condanna di Stasi, i giudici della Corte d’Assise d’Appello avevano infatti sottolineato come il movente restasse sconosciuto, pur citando alcuni aspetti della vita privata dell’imputato. “È poi emerso che tutti i giorni Stasi, prima di applicarsi alla stesura della tesi, visionava immagini pornografiche secondo un copione piuttosto ripetitivo: anche tali abitudini avrebbero potuto suscitare domande, o provocare discussioni, anche con una fidanzata di ‘larghe vedute‘”.
Secondo una ricostruzione investigativa, Chiara Poggi potrebbe aver scoperto qualcosa sul computer del fidanzato proprio durante quei dieci minuti e tra i due sarebbe nata una discussione la sera del 12 agosto, proseguita poi la mattina successiva nella villetta di famiglia dove la giovane venne uccisa. È su questo possibile scenario che si concentrano le analisi informatiche.

I consulenti della famiglia Poggi hanno spiegato a Fanpage.it che nella loro perizia emerge un dato preciso legato all’utilizzo del computer. “Nella nostra perizia abbiamo notato un dato che indica la data di ultimo accesso alla cartella ‘militare’ e alla sua sottocartella che si chiamava ‘nuova cartella’: si tratta delle 22 del 12 agosto”. Secondo la ricostruzione degli esperti, quella cartella conteneva materiale pornografico conservato da Alberto Stasi.
Una conclusione però contestata dalla difesa dell’ex fidanzato di Chiara Poggi. Nella loro consulenza tecnica gli esperti incaricati dai legali di Stasi sostengono che non si tratterebbe di un accesso effettuato da una persona. “È emerso che una traccia elettronica generata dal sistema operativo Windows XP è stata scambiata per un’attività umana di accesso dapprima alla cartella militare/nuova cartella e poi persino a un’immagine pornografica”. In questa ricostruzione alternativa, Chiara Poggi non avrebbe aperto quella cartella e nei dieci minuti in questione avrebbe semplicemente lavorato alla tesi universitaria del fidanzato.
Il compito di sciogliere questi dubbi spetta ora alla nuova perizia informatica disposta dalla Procura di Pavia. Una volta depositata la relazione tecnica, i magistrati potranno procedere con la chiusura delle indagini preliminari e decidere se chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio o archiviare il procedimento nei suoi confronti.
Resta però un ultimo passaggio prima che tutti i dettagli dell’inchiesta diventino noti alle parti. Ciò che gli investigatori hanno raccolto finora sarà infatti completamente accessibile solo quando gli atti entreranno nella fase di discovery. Solo allora gli avvocati delle parti coinvolte potranno esaminare integralmente il materiale raccolto dalla Procura e comprendere fino in fondo la direzione presa da una delle inchieste giudiziarie più discusse degli ultimi anni.