Garlasco, Roberta Bruzzone parla di audio choc e altre versioni: cosa dicono. “Deliranti”

Il delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007, continua a essere al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria. Mentre la nuova indagine della Procura di Pavia si avvia verso la conclusione, dopo il deposito della Bpa da parte della professoressa Cristina Cattaneo, e in attesa che nei prossimi giorni venga depositata anche la relazione sui computer di Chiara e di Alberto Stasi, emergono nuovi elementi destinati a far discutere.

È in questo contesto che, durante la puntata del 27 febbraio 2026 di Quarto Grado su Rete 4, la criminologa Roberta Bruzzone

 ha annunciato di essere in possesso di materiale che, a suo dire, rappresenterebbe uno scoop rilevante per la vicenda.

Leggi anche: “Chi c’era in casa Poggi”. Garlasco, rivelazioni choc sulla mattina del delitto

Solo nel corso della trasmissione sono stati rivelati i dettagli: si tratta di alcuni audio ricevuti dalla stessa Bruzzone. “In questi giorni mi sono arrivati diversi audio di giornalisti e non solo, non youtuber e non persone del popolo o appassionati, sono audio di persone che hanno un ruolo in questo caso: questi soggetti sostengono che Chiara Poggi avrebbe scoperto l’uso di cocaina da parte di Marco, Sempio e Stefania Cappa” ha detto la dottoressa.

La criminologa ha precisato più volte che gli audio sono in suo possesso e che si sentirebbe chiaramente quanto affermato dai soggetti coinvolti. Allo stesso tempo ha definito la ricostruzione contenuta in quei file “delirante”. Secondo quanto riportato nelle registrazioni, la cosiddetta pista della cocaina coinvolgerebbe le sorelle Cappa, Andrea Sempio, amici del ragazzo e anche Marco Poggi, ipotizzando un presunto complotto per uccidere Chiara dopo la scoperta dell’uso di droga.

Spiega la Bruzzone a Quarto Grado: “A quel punto Chiara avrebbe contattato Ermanno per segnalare la situazione, lui avrebbe avvisato Stefania, che a sua volta avrebbe contattato Sempio e Bertani e tutti insieme avrebbero organizzato una spedizione punitiva non si capisce come avrebbero potuto sapere che fosse da sola. A quel punto la mamma di Stefania sarebbe arrivata, ma troppo tardi per intercettare l’azione omicidiaria già avvenuta ( ricordiamo che non ci sono prove di contatti tra le persone che farebbero parte di questo complotto)”.

In studio il confronto si è fatto serrato. Anche il conduttore Gianluigi Nuzzi ha chiesto alla criminologa perché stesse rendendo pubblica una ricostruzione così delicata e quale potesse essere la sua rilevanza. “Io ho degli audio in cui soggetti molto legati a questa vicenda danno esattamente questa ricostruzione, nè più nemmeno di quello che sto dicendo” ha ribadito Bruzzone.

Quando le è stato chiesto chi parlasse negli audio, la criminologa ha spiegato che si tratterebbe di giornalisti e di altri soggetti che “in questa storia hanno un ruolo”, pur non essendo direttamente coinvolti nei fatti. “Avvocati coinvolti? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Qui ci sono accuse gravissime, una narrazione pericolosa a mio modo di vedere. Io non credo che sia rimasta davanti a un caffè tra due persone” ha aggiunto.

“Sembrano molto convinti di quello che sostengono non è una chiacchiera da bar, è una teoria che vi assicuro viene coltivata e reiteratamente diffusa anche in altri contesti. Anche negli ambienti degli inquirenti? Si” ha detto la Bruzzone. Tornando poi sul punto ha aggiunto: “Sulla scorta delle informazioni che ho, non sono mai usciti dati, eppure hanno continuato in quella direzione. […] non ci scordiamo che c’è una Procura che indaga Sempio in concorso con Stasi o con ignoti… io non ci credo, ma qualche ufficio ci crede. […] L’ipotesi sarebbe il concorso con Bertani e Stefania.“

Infine l’annuncio di un’iniziativa formale: “È coinvolto un soggetto che sostiene di essere molto vicina agli investigatori e non sembrerebbe essere un millantatore. Io so perfettamente di chi sto parlando. Ti assicuro che proprio il soggetto parlante è il motivo per il quale mi sto muovendo in questo modo. Ho informato le persone citate in questi audio e presenteremo un esposto in questi giorni all’ufficio di Milano, perché ritengo che sia l’ufficio preposto per fare una serie di verifiche. Non sono consulente di nessuna parte. Sto contribuendo per amore della verità”.

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