“Meritava di più”. È questa la frase che più si è rincorsa nelle ore successive alla puntata di Canzonissima, accendendo una polemica che ha rapidamente coinvolto pubblico e critica. La serata, dedicata al tema delle emozioni e delle dediche, si è conclusa con la vittoria di Arisa, ma a far discutere è stato soprattutto uno dei momenti più attesi della scaletta.
La puntata del sabato sera ha visto sfidarsi alcuni dei big della musica italiana,
con Arisa che ha conquistato il pubblico grazie alla sua interpretazione de “La leva calcistica del ’68” di Francesco De Gregori. Una vittoria accolta con entusiasmo, suggellata dai saluti finali di Milly Carlucci, che ha dato appuntamento alla settimana successiva. Subito dopo, però, l’attenzione si è spostata su altro.
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Al centro delle discussioni non c’è la vittoria di Arisa, considerata meritata, ma il modo in cui è stato gestito l’omaggio a Gino Paoli, scomparso nei giorni scorsi a 91 anni. Un momento annunciato e atteso, che avrebbe dovuto rappresentare uno dei passaggi più significativi della serata.

Milly Carlucci ha introdotto così il tributo: Il tema su cui si svolgerà la puntata è una dedica a qualcuno che ci è caro, qualcosa che rappresenta un punto importante della del nostra vita. Vogliamo incominciare con una dedica collettiva, di tutti quanti noi, del nostro team a una persona che ci ha regalato tantissime emozioni, a cui siamo grati per quello che ha fatto durante tutta la sua vita , per una eredita musicale enorme che lascia a tutti noi, è Gino Paoli”. Subito dopo ha chiamato accanto a sé Michele Bravi, protagonista di un duetto virtuale con il cantautore sulle note di “Ti lascio una canzone”, in un momento che ha emozionato il pubblico in studio.

Al termine dell’esibizione, visibilmente commossa, la conduttrice ha aggiunto: “A Gino Paolo, un ricorso, un aemozione, un bacio”. Un passaggio breve ma intenso, che però non ha convinto tutti. Secondo alcune anticipazioni, infatti, ci si aspettava un omaggio più articolato. E proprio su questo punto si sono concentrate le critiche arrivate nelle ore successive alla messa in onda, con diverse testate che hanno evidenziato una certa rapidità nella gestione del tributo.
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— cinguettavideofoto (@cinguettavideo2) March 28, 2026
Ha scritto Libero Magazine: “L’omaggio a Gino Paoli, voto: 5. Nella puntata che ha come filo conduttore il concetto di “dedica” era stato annunciato un omaggio a Gino Paoli, venuto a mancare qualche giorno fa. Anche questa volta però, come in altre occasioni, l’”omaggio” è sembrato un atto più dovuto che sentito, una pratica sbrigativamente conclusa in forse un minuto forse meno. Veramente, bisognerebbe prendersi la responsabilità di non farli proprio “omaggi” così e limitarsi a dire qualche parola in ricordo del personaggio scomparso, forse verrebbe meglio”
Anche Leggo ha espresso un giudizio critico: “L’apertura si trasforma in un altare per Gino Paoli, scomparso da pochi giorni, con un tributo che unisce i due fronti del sabato sera. Su Raiuno, il compito di non far rimpiangere il poeta di Monfalcone tocca a Michele Bravi, con una versione di “Ti lascio una canzone” capace di far commuovere perfino le telecamere. È un duetto virtuale, delicato e intenso, che recupera il senso della televisione che sa ancora emozionare. Ma se l’interprete umbro vola alto (e raddoppia poi con un’intensa “Se io fossi un angelo”), gli autori restano a terra: in un programma che si fregia del nome dello storico programma, nessuno ha avuto il guizzo di ripescare dalle Teche Rai le apparizioni di Gino su quel palco. Voto: 5 agli autori (Pigrizia imperdonabile)”
Al di là delle critiche della stampa, sui social molti telespettatori hanno comunque apprezzato il ricordo, condividendo messaggi di affetto e commozione. Intanto, anche su Canale 5 il serale di Amici ha aperto la puntata con un omaggio a Gino Paoli: Maria De Filippi ha introdotto immagini del cantautore accompagnate da “Una lunga storia d’amore”, seguite da una coreografia sulle note de “Il cielo in una stanza” e da un lungo applauso in studio, con una standing ovation finale.