“Costretti a mandarlo in onda”. Le Iene, la risposta dal video senza tagli di Rocco Siffredi

Tra servizi televisivi, accuse incrociate e un duro scontro legale, il caso che da mesi coinvolge il mondo del cinema per adulti e la trasmissione Le Iene continua ad alimentare polemiche e interrogativi. Tutto è iniziato tra l’aprile e il maggio del 2025, quando il programma di Italia 1 ha raccolto le testimonianze di alcune attrici che hanno rivolto pesanti accuse nei confronti di uno dei volti più noti del settore.

Le dichiarazioni hanno scatenato un vero terremoto mediatico. Da un lato diverse donne hanno raccontato episodi che, secondo loro, sarebbero avvenuti durante alcune produzioni. Dall’altro lato l’attore coinvolto ha sempre respinto con decisione ogni accusa, intervenendo anche con un’intervista rilasciata proprio alla redazione del programma. Nel frattempo altre attrici, tra cui Valentina Nappi ed Emily Minerba, hanno preso posizione pubblicamente per difenderlo, sostenendo che sul set tutto sarebbe sempre avvenuto nel rispetto delle regole e dei consensi.Rocco Siffredi, confessioni choc nel video senza tagli de Le Iene
Il caso non si è però fermato al confronto televisivo. L’attore ha deciso di reagire anche sul piano giudiziario avviando una maxi azione legale: sono state denunciate 19 accusatrici e anche due autori della trasmissione. Agli inquirenti sarebbero stati consegnati circa 500 gigabyte di materiale, tra documenti, video e liberatorie firmate prima e dopo le riprese, elementi che secondo la difesa dimostrerebbero la regolarità del lavoro svolto sui set.

Tra i punti contestati nella denuncia compare anche un momento molto discusso dell’intervista andata in onda mesi fa: la scena in cui l’attore scoppia a piangere davanti alle telecamere. Secondo la sua versione, quel momento di forte emozione sarebbe stato collegato alla situazione personale che stava vivendo in quel periodo, quando il figlio Leonardo Tano era stato ricoverato in ospedale per una pericardite acuta che aveva fatto temere il peggio.

Secondo la difesa, il montaggio del servizio avrebbe lasciato intendere che le lacrime fossero legate alle accuse di presunti abusi, mentre in realtà la fragilità mostrata davanti alle telecamere avrebbe avuto origini molto diverse. Una ricostruzione che la redazione del programma ha però respinto con fermezza nel nuovo servizio trasmesso ieri sera.

Ad aprire il servizio è stata la giornalista Roberta Rei, che ha risposto direttamente alle accuse: “Questa sarebbe un’accusa gravissima se fosse vera, ma non lo è. Queste sono clamorose menzogne. Lui stava rispondendo alle accuse delle attrici, non ci stava parlando del figlio. Non abbiamo tagliato la clip per far corrispondere il pezzo in cui scoppia a piangere alla domanda sui presunti abusi. Lui in quel momento non ci ha parlato del figlio”. Per dimostrare la propria versione, la trasmissione ha mostrato l’intero filmato dell’intervista, con le riprese provenienti da due telecamere diverse.

Nel video si vede l’intervistato parlare di un possibile complotto ai suoi danni, ipotizzando che alcune persone possano aver spinto o pagato le accusatrici. A quel punto la giornalista lo invita a fornire prove: “A noi de Le Iene nessuno ci ha pagato. Tu mi parli di questo complotto. Se c’è qualcuno che sta pagando queste ragazze per andare contro di te, dammi le prove che hai, io ne troverò altre”.

Dopo alcuni minuti di silenzio e un tentativo di stemperare la tensione con un bicchiere d’acqua, arriva il momento più drammatico. L’uomo, visibilmente provato, pronuncia parole pesanti: “Non voglio più vivere. Proprio non voglio più vivere, ma non voglio lasciare questo dolore a mia moglie e ai miei figli. Parlo in generale. Ho dei momenti molto difficili”.

Nel filmato si vede anche la reazione della giornalista, che cerca di rassicurarlo: “Non è che non ti credo. Se le mie domande ti sembrano aggressive è perché è il mio piglio di fare contraddittorio. Se queste cose ti hanno smosso qualcosa mi dispiace. Se è altro che hai nella tua vita mi dispiace lo stesso. Se tu vuoi fare la contro-inchiesta noi ci siamo”.

La stessa Roberta Rei ha poi spiegato che solo a telecamere spente, al termine dell’intervista, l’attore avrebbe parlato con un autore di questioni personali, tra cui proprio le condizioni di salute del figlio. “Quei dettagli non li abbiamo divulgati, così come le dichiarazioni autolesionistiche. Questo per rispetto della privacy. Stasera siamo stati costretti a mandare tutto in onda e a farvi ascoltare l’intervista integrale”.

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Proprio mentre il servizio veniva trasmesso su Italia 1, l’attore coinvolto – Rocco Siffredi – ha reagito sui social pubblicando diverse storie su Instagram. Tra queste compaiono gli screenshot di articoli che parlano della sua denuncia contro il programma e del dibattito sul diritto di cronaca. In uno dei passaggi condivisi si legge: “Se a qualcuno pare aver già letto questo comunicato stampa: è il medesimo appello alla libertà di cronaca che è stato fatto da Fabrizio Corona per difendersi in tribunale dall’azione legale di Mediaset”.

La vicenda, ormai diventata un caso mediatico e giudiziario, resta dunque aperta su più fronti. Da una parte le accuse delle attrici e l’inchiesta televisiva, dall’altra la controffensiva legale dell’attore e le contestazioni sul modo in cui sarebbe stato raccontato il caso. Saranno ora le indagini e gli eventuali sviluppi giudiziari a stabilire quale sia la verità dietro una delle polemiche più accese degli ultimi mesi.

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