Il ritorno di Canzonissima 2026 su Rai1 avrebbe dovuto rappresentare uno degli eventi televisivi più attesi della stagione, un grande varietà capace di unire musica,
spettacolo e memoria storica. Il programma, condotto da Milly Carlucci, si è presentato al pubblico con un format rinnovato, puntando su sfide tra brani iconici e una giuria chiamata a decretare i vincitori di ogni puntata.
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Fin dalle prime settimane, però, qualcosa non ha convinto del tutto il pubblico. L’idea di far competere le canzoni più che gli artisti, pur interessante sulla carta, non sembra aver generato il coinvolgimento sperato. A pesare sono soprattutto ritmo, durata e costruzione narrativa delle serate, elementi che stanno alimentando un malcontento sempre più evidente sui social.

Canzonissima, le polemiche infuriano
Entrando nel merito della terza puntata, il problema più evidente riguarda il ritmo del programma, giudicato da molti eccessivamente lento. “Il ritmo dilatato, voto: 4. In questa terza puntata di Canzonissima 2026 ci sembra che il ritmo sia stato più lento, e dunque è stato più difficile per lo spettatore arrivare all’una del mattino senza arrendersi e abbandonare prima. Non ci giriamo attorno: per ora il programma di Milly Carlucci, proprio non decolla e allungare così tanto il brodo solo, forse, per chiudere in un orario più utile agli ascolti è una mossa controproducente”. Parole che riassumono perfettamente il sentimento diffuso tra i telespettatori.

La durata eccessiva delle puntate è infatti uno dei punti più criticati: il pubblico fatica a restare davanti allo schermo fino a tarda notte, soprattutto quando la narrazione appare frammentata e poco incisiva. Il rischio, secondo molti, è quello di perdere spettatori strada facendo, trasformando un appuntamento atteso in una visione pesante e dispersiva.

Sui social, in particolare su X e Facebook, il dibattito è diventato rovente. Non mancano commenti durissimi che invocano addirittura la chiusura anticipata del programma: “Ma davvero pensano che possiamo arrivare all’una per vedere chi vince?”, “Troppo lento, sembra non succedere mai nulla”, “È una copia sbiadita dell’originale”, “Chiudete prima che peggiori”, “Non ha anima né ritmo”, “Si salva solo la musica, tutto il resto è noia”, “Programma costruito male e senza emozioni”. “Datemi retta, chiudete tutto”.
Al centro delle critiche c’è anche il continuo paragone con la Canzonissima storica, quella che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento della televisione italiana. Secondo molti spettatori, questa nuova versione manca completamente dello spirito originale, fatto di leggerezza, ritmo serrato e momenti memorabili.
Il pubblico percepisce il nuovo format come una brutta copia, incapace di ricreare quell’equilibrio tra intrattenimento e spettacolo che aveva reso il programma iconico. La scelta di allungare i tempi, unita a una struttura meno immediata, viene vista come un tentativo poco riuscito di adattare un classico ai gusti moderni.
Il risultato, almeno per ora, è un clima di crescente scetticismo. La sfida per Canzonissima 2026 sarà quella di riconquistare la fiducia del pubblico nelle prossime puntate, magari intervenendo proprio su ritmo e durata. In caso contrario, le polemiche che stanno infiammando la rete potrebbero trasformarsi in un problema ben più serio per il futuro del programma.