La finale di The Voice Generations è andata in scena venerdì 27 marzo in prima serata su Rai 1, chiudendo il percorso dello spin-off dedicato ai gruppi dopo settimane di audizioni, emozioni familiari e performance costruite sull’intesa tra generazioni diverse. Antonella Clerici ha guidato anche quest’ultimo appuntamento con il tono caloroso che ha accompagnato l’intera edizione, mentre in giuria sono tornati Loredana Bertè, Arisa, Nek e il tandem composto da Clementino e Rocco Hunt,
chiamati a sostenere fino all’ultimo i talenti rimasti in corsa.
Dopo aver ascoltato i dodici gruppi in gara, i coach hanno progressivamente ristretto il campo, portando la serata dentro una dimensione sempre più intensa. La sensazione, fin dai primi minuti, è stata quella di assistere non soltanto a una sfida musicale, ma a un racconto collettivo fatto di rapporti, complicità e storie personali. È proprio questo aspetto ad aver reso la finalissima diversa da un semplice talent: la tecnica è rimasta centrale, ma a emergere è stato soprattutto il peso emotivo delle esibizioni.
“Avete vinto voi”. The Voice Generations, l’annuncio di Antonella Clerici e lo studio esplode: giudici impazziti

Tra i momenti che hanno acceso subito lo studio c’è stata l’interpretazione di Sara e Matilde, che con “No more tears” di Donna Summer e Barbra Streisand hanno trascinato pubblico e giudici in una performance esplosiva. L’entusiasmo in sala è stato immediato, con Nek primo a lasciarsi andare a un commento che ha fotografato perfettamente il clima del momento: “Io non ho più termini da usare, basta il pubblico in piedi”. Poco dopo, lo stesso coach è tornato al centro della scena con Lorenza e Tommaso su “Sere nere” di Tiziano Ferro, trasformando il racconto del programma in qualcosa di ancora più personale. “Hai detto bene Antonella, questa è diventata The Voice Therapy”, ha sottolineato Nek, spiegando quanto la trasmissione abbia aiutato madre e figlio a ritrovarsi e a stare meglio.

Nel corso della puntata non sono mancati altri numeri capaci di lasciare il segno. Maddalena e Dorotea, della squadra di Clementino e Rocco Hunt, hanno portato in studio l’energia di “I Wish” di Stevie Wonder, facendo ballare il pubblico e conquistando i mentori. “Hanno fatto ballare tutti, che dobbiamo dire”, ha commentato Clementino, sintetizzando l’impatto della loro prova. Più avanti è toccato a Michele e Matteo, che con “Cercami” di Renato Zero hanno spostato la finale su un piano completamente diverso, più intimo e carico di significato. Il giovane figlio ha inserito anche una barra rap, e la reazione dei coach è stata immediata: “Incredibile come si guardano padre e figlio”, ha osservato Clementino, mentre Rocco Hunt ha colto il lato più profondo del loro legame dicendo: “Certe parole non si riescono a dire tra genitori e figli e mi hai fatto emozionare”.
Prima dell’ultimo verdetto, c’è stato spazio anche per un momento fuori gara che ha contribuito a rendere ancora più speciale la serata. Arisa ha scelto infatti di sorprendere il pubblico con “Magica favola”, il brano portato al Festival di Sanremo, raccogliendo applausi convinti da tutto lo studio. Antonella Clerici ha reagito con l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta, lasciandosi andare a un commento spontaneo: “Che meraviglia questa canzone”. È stato uno di quei passaggi che hanno rallentato per un attimo la corsa della competizione, prima di riportare tutto sul terreno decisivo della scelta finale.


A quel punto i coach hanno indicato i propri rappresentanti per l’ultimo atto: Paola e Francesco per Arisa, Gilda e Jessica per Loredana Bertè, Sara e Matilde per Nek, Antonio e Flora per Clementino e Rocco Hunt. Soltanto nella seconda metà della serata, quando l’atmosfera si è fatta ancora più tesa e lo studio ha atteso il verdetto conclusivo, è arrivato il nome delle vincitrici. A conquistare il titolo di questa edizione di The Voice Generations sono state Gilda e Jessica, capaci di imporsi nel momento più importante e di chiudere da protagoniste una finale che ha puntato tutto sulle emozioni prima ancora che sulla gara.