Sanremo 2026, il nome del vincitore secondo Adriano Celentano

Il Festival di Sanremo 2026 corre veloce verso la sua serata finale, mentre l’attenzione del pubblico cresce di ora in ora.

Tra chi segue con particolare trasporto la competizione c’è un nome che con l’Ariston ha un legame profondo, costruito nel tempo e nella memoria collettiva della musica italiana: Adriano Celentano. Il Molleggiato non è soltanto uno spettatore interessato, ma una figura che ha scritto pagine importanti della storia della kermesse.

Celentano ha calcato il palco del Festival per ben cinque volte, lasciando ogni volta un segno. L’edizione del 1970 resta una delle più emblematiche: in coppia con Claudia Mori conquistò la vittoria con il brano Chi non lavora non fa l’amore, una canzone diventata simbolo di un’epoca. Un’esperienza diretta e intensa, che gli consente oggi di osservare la gara con uno sguardo esperto. E proprio in queste ore, mentre i trenta Big si contendono il titolo, Celentano ha deciso di esporsi con un pronostico netto su chi, a suo avviso, solleverà il trofeo.

Leggi anche: Sanremo 2026, Arisa e quelle parole a Carlo Conti sul palco: “Cosa voleva dire”

Sanremo Celentano

Sanremo 2026, Adriano Celentano ha il suo cantante preferito: “Chi vincerà”

Tra tutti i protagonisti in gara, uno in particolare ha colpito la sua attenzione: Ermal Meta. Attraverso il suo profilo Instagram, Celentano ha pubblicato un messaggio di sostegno che non lascia spazio a interpretazioni. Parlando del brano Stella stellina, ha scritto: “Bravo Ermal, la tua canzone è bellissima e tu l’hai cantata così bene, che è quasi impossibile che tu non vinca”. Una dichiarazione che pesa, soprattutto perché arriva da una delle voci più autorevoli della musica italiana. Nonostante tra i favoriti circolino i nomi di Serena Brancale, Fedez e Masini, per Celentano il verdetto sarebbe già scritto.

Sanremo Celentano

Il brano portato in gara da Ermal Meta è tra i più intensi di questa edizione. “Stella stellina” racconta la storia struggente di una bambina la cui vita è stata spezzata dalla guerra, un racconto che punta i riflettori su quanto sta accadendo a Gaza e, più in generale, in tutti i territori devastati dai conflitti. Un messaggio forte, che l’artista ha rivendicato apertamente anche fuori dal palco, dichiarando: “Non si può dire Gaza, non si può dire Palestina, come se fosse una bestemmia. Isreaele all’Eurovision? Un bene per me, urlerei più forte la mia canzone”. Parole che hanno acceso il dibattito e confermato la volontà del cantante di usare la musica come strumento di testimonianza.

La reazione di Ermal Meta al sostegno ricevuto non si è fatta attendere. Appreso del messaggio pubblicato da Celentano, ha risposto su X con un commento carico di emozione: “Che onore maestro, grazie!”. Non solo. Per rendere omaggio a chi lo ha indicato come possibile vincitore, ha scelto di interpretare Acqua e sale, storico brano che Celentano cantò insieme a Mina. Un gesto che ha idealmente unito due generazioni di artisti e che, a poche ore dalla finale, aggiunge ulteriore pathos a un Festival che si prepara a svelare il suo verdetto definitivo.

Related articles

Grausames Verbrechen in Güstrow: Mordanklage gegen Ex-Freundin des Vaters im Fall Fabian erhoben

Das zertrümmerte Lächeln von Güstrow: Wenn das Böse die Maske der Vertrautheit trägt Es gibt Verbrechen, die so tief in das Mark einer Gesellschaft schneiden, dass die…

Klartext bei Plasberg: Warum das gezeigte Gesicht das Fundament unserer Freiheit ist

Zwischen Freiheit und Fronten: Wenn das Gesicht zur Grenze der Integration wird Die Scheinwerfer im Studio von Frank Plasberg wirken in dieser Nacht kälter als sonst. Es…

Florian Silbereisen’s Hidden Love Life: Is the Schlager Star Secretly Dating Beatrice Egli? Fans Speculate, But Does It Affect His Image?

 Florian Silbereisen: The Secret Romance Everyone’s Talking About – Is It Real or Just Media Magic? Florian Silbereisen, a staple in the German entertainment world, has long…

WWM-Skandal: Unfaire 2000-Euro-Frage schockt Günther Jauch und lässt Publikum kollektiv scheitern

Der „helle Wahnsinn“ bei Günther Jauch: Wenn eine 2.000-Euro-Frage zum medialen Staatsbegräbnis wird Es gibt Momente in der deutschen Fernsehgeschichte, die brennen sich ins kollektive Gedächtnis ein….

7 Jahre ohne Rebecca Reusch: Profiler Axel Petermann analysiert die Mauer des Schweigens und fordert radikale Wende

7 Jahre ohne Rebecca: Hat die „Mauer des Schweigens“ die Wahrheit lebendig begraben? Der 18. Februar 2026 markiert einen düsteren Jahrestag. Vor genau sieben Jahren verschwand die…

Auge in Auge mit dem Grauen: Warum der Prozess im Fall Fabian (8) zur Zerreißprobe für die Mutter wird

Auge in Auge mit dem Unfassbaren: Der Fall Fabian (8) und die unerbittliche Mühle der Justiz Der Schmerz einer Mutter ist ein stiller Ozean, doch wenn dieser…