Quarto Grado, telefonata in diretta e caos durante la trasmissione: cosa è successo

Tensione altissima nello studio di Quarto Grado durante l’ultima puntata dedicata al caso di Garlasco. Nel corso della serata è arrivata in diretta una telefonata del tutto inaspettata che ha gelato lo studio e sorpreso anche il pubblico a casa. Una persona, chiamata in causa più volte durante il dibattito, ha deciso di intervenire immediatamente per replicare alle accuse.

Il clima si è fatto rovente, con momenti di forte scontro che hanno lasciato spiazzato anche il conduttore Gianluigi Nuzzi.

La puntata, significativamente intitolata “Il Male”, si apre proprio con una domanda lanciata da Nuzzi sul delitto di Chiara Poggi e sui dubbi che ancora oggi accompagnano l’inchiesta: “Chi ha fatto del male a Chiara Poggi ha vissuto nella menzogna per 18 anni?”. Il dibattito si concentra anche sulla nuova indagine che coinvolge Andrea Sempio e sull’ipotesi che in carcere possa non esserci chi ha realmente commesso l’omicidio.

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Il momento più clamoroso arriva però quando in trasmissione interviene telefonicamente Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi. L’avvocato decide di replicare dopo essere stato più volte citato e criticato nel corso della discussione dal giornalista Carmelo Abbate. La chiamata sorprende tutti: in studio cala il silenzio e Nuzzi appare visibilmente spiazzato mentre la discussione prende rapidamente toni accesi.

Tizzoni entra subito nel merito della polemica: “Trovo scorretto che in mia assenza mi evochi citandomi impropriamente su cose che non ho detto. Ho dato un’opinione su Chiara e Alberto e ho diritto a farlo, ho detto che loro avevano programmato di fare una settimana insieme come da sposati, ma quello non è accaduto, secondo me questo denotava una criticità. Se a lui non va bene non può infangarmi dicendo che io me la prendo con un detenuto, lui è tale perché è stato condannato dallo Stato Italiano per l’omicidio di Chiara Poggi”.

L’avv. #Tizzoni furioso contro Carmelo #Abbate chiama in studio a #QuartoGrado
C’è del nervosismo😎
#Garlasco pic.twitter.com/mxPBpJ3y0o

— 𝓿𝓪𝓢𝓬𝓸 (@_va_S_co_) March 13, 2026

L’attacco di Tizzoni ad Abbate è continuato: “Il tuo è un atteggiamento di prevaricazione, è di una scorrettezza assoluta parlare quando le persone non sono presenti, attribuire frasi non dette, la prossima volta abbi più educazione, se si vuole dire il mio nome solo per le cose che ho detto. Chiara e Alberto secondo me avevano una criticità di coppia, ho diritto di dirlo, lo dicono le sentenze, se lui non è d’accordo può dirlo, ma non può mettermi di mezzo infangando e sostenendo che io attacco i detenuti. Non ho attaccato un detenuto approfittando della sua detenzione, questa è una vergogna, una cosa gravissima che Abbate ha detto a un penalista e di questo ne risponderà nelle sedi opportune”.

A quel punto arriva la replica di Carmelo Abbate, che prova a chiarire quanto affermato poco prima durante il dibattito: “Forse la televisione ha qualche disturbo e l’audio non si sente bene, io ho detto che trovo scorretto associare Stasi ancora alla pedopornografia quando c’è una sentenza che dice che il fatto non sussiste”.

La tensione però non si placa. Tizzoni risponde immediatamente, alzando ulteriormente i toni dello scontro: “Quando mai ho detto che Stasi c’entra con la pornografia? Bugiardo, non l’ho mai detto”.

Prima della telefonata che ha infiammato lo studio, la trasmissione aveva affrontato diversi aspetti tecnici dell’inchiesta, con il confronto tra consulenti e periti informatici sul computer di Chiara Poggi e sulla famosa cartella “Militare”. Tra gli ospiti anche gli esperti Daniele Occhetti e Roberto Porta, che hanno spiegato il lavoro di verifica svolto sui dati informatici.

Occhetti ha chiarito la natura delle loro analisi: “La nostra non è un’attività finalizzata. Non abbiamo ricevuto alcun incarico, è un’attività pro veritate. Ci interessa approfondire la verità tecnica, che diventa substrato per quella giuridica. Chiara non ha aperto la cartella ‘Militare’ la sera prima del delitto, ma anzi ha aiutato il fidanzato con la tesi”.

Nel corso della puntata è stato trasmesso anche un contributo con le parole del giudice Stefano Vitelli, che aveva assolto Alberto Stasi in primo grado. Il magistrato ha ricordato i dubbi che avevano caratterizzato quel processo: “Non so se ci sia un innocente in carcere, era un caso paradigmatico di ragionevole dubbio, la mia è una riflessi

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