“Abbiamo denunciato”. Garlasco, Roberta Bruzzone in procura

Continua l’attività della criminologa Roberta Bruzzone sul caso di Garlasco. Dopo il sopralluogo nella casa di Chiara Poggi,

con tanto di verifica sul campo dell’attendibilità del racconto fornito da Alberto Stasi, la nota criminologa torna a far parlare di sé con una nuova iniziativa legata al delitto che da quasi vent’anni continua a far discutere.

La nuova mossa arriva mentre si avvia verso la conclusione la fase di indagini della Procura di Pavia su Andrea Sempio. Il pool di magistrati guidato dal procuratore Fabio Napoleone dovrebbe infatti arrivare alla discovery entro il termine dei 90 giorni, mentre il caso continua a essere al centro dell’attenzione mediatica.

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Durante un intervento nel programma “Quarto Grado”, Bruzzone ha rivelato di essersi recata in Procura per consegnare alcune ore di registrazioni audio in cui alcune persone discutono una teoria alternativa sul delitto di Chiara Poggi. Le registrazioni, ritenute gravi, potrebbero essere valutate nell’ambito di querele per calunnia.

Nel dibattito sul caso di Garlasco si inserisce quindi la vicenda degli audio consegnati agli inquirenti dalla criminologa. Secondo quanto riferito nel corso della trasmissione, si tratterebbe di file della durata complessiva di diverse ore, nei quali tre persone discuterebbero di una ricostruzione alternativa dell’omicidio di Chiara Poggi, ricostruzione che la stessa Bruzzone in altre occasioni aveva definito delirante.

“Abbiamo portato questi audio dove dovevano andare, sono arrivati a destinazione, te lo confermo. In Procura a Milano”, ha dichiarato Bruzzone in un’intervista a Gianluigi Nuzzi, conduttore di Quarto Grado.

Nuzzi chiede alla criminologa se questi audio siano oggetto di una delle querele presentate da Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima. “Sì, le Cappa hanno presentato una querela contro le persone, hanno presentato una serie di querele perché ce ne sono una quantità piuttosto rilevante, come peraltro è stato anche reso noto in questi giorni. Adesso c’è una querela in più”, ha chiarito Bruzzone, che non ha aggiunto altro sui soggetti che parlano in questi audio, “perché sono tenuta alla riservatezza, avendo rilasciato dichiarazioni di tipo investigativo”.

L’ipotesi di reato potrebbe però non essere la diffamazione. “Quello sicuramente più importante è la calunnia – ha aggiunto la criminologa – L’aspetto diffamatorio credo che sia quello meno rilevante. Poi se il magistrato ci vedrà anche questa ipotesi, per carità, ma credo che qui l’ipotesi principale sia la calunnia”.

Sul motivo che l’ha spinta a consegnare le registrazioni, Bruzzone ha spiegato: “Da cittadina e da persona che ama la ricerca della verità, considerando i contenuti, a mio modo di vedere, molto seri, molto gravi, circostanziati, con dei nomi e cognomi precisi, ho ritenuto che le persone indicate dovessero essere informate. Poi per tutto il resto chiaramente ci sarà un’autorità giudiziaria che ora ha la possibilità di fare le sue valutazioni”.

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