Il sipario è calato nel modo più drammatico e inatteso possibile, lasciando il mondo dello spettacolo italiano in un silenzio assordante. Una notizia che ha trafitto il cuore della capitale e dell’intera comunità artistica nazionale: la scomparsa improvvisa di Bruno Gagliano, conosciuto e amato dal pubblico come KastaDiva. Non si tratta solo della perdita di un artista, ma dell’addio a un’icona che ha saputo colorare le notti romane con un talento unico, ora spentosi in una circostanza tragica che ha lasciato colleghi, amici e fan in uno stato di shock profondo.
Il dramma di una mattina di gennaio
Tutto si è consumato in una fredda mattina di gennaio, precisamente il 24, quando il silenzio del quartiere Colle Salario, nella periferia residenziale di Roma, è stato rotto da una scoperta agghiacciante. Il corpo di Bruno Gagliano è stato rinvenuto privo di vita, riverso sul balcone del secondo piano di una palazzina. Secondo le ricostruzioni effettuate dalle autorità competenti, l’artista sarebbe precipitato dalla finestra del suo appartamento, situato al nono piano dello stesso edificio.
A lanciare l’allarme è stata una vicina di casa, la cui quotidianità è stata stravolta dalla vista del corpo immobile. Nonostante l’arrivo tempestivo dei soccorsi e del personale del 118, per il quarantenne non c’è stato nulla da fare se non constatare il decesso. Una fine traumatica, violenta, che stride terribilmente con l’immagine di leggerezza, sfarzo e gioia che KastaDiva portava sul palco ogni volta che si accendevano i riflettori. Le indagini sono in corso per chiarire ogni dettaglio della dinamica, ma ciò che resta, nell’immediato, è il dolore di una città che perde uno dei suoi volti più espressivi.
Chi era KastaDiva: l’arte della trasformazione
Per capire la portata di questo lutto, bisogna comprendere chi fosse Bruno Gagliano. Originario di Alcamo, nella calda e vibrante provincia di Trapani, Bruno aveva portato con sé a Roma tutto il calore della sua terra, trasformandolo in arte pura. Avrebbe compiuto 41 anni il prossimo ottobre, un traguardo che non raggiungerà mai.
Nel panorama del clubbing e dell’intrattenimento LGBTQIA+, KastaDiva non era una semplice comparsa. Era una regina. Per anni aveva legato il suo nome al Muccassassina, il locale simbolo della cultura gay romana e italiana, un tempio dell’inclusione e dello spettacolo diretto artisticamente per lungo tempo proprio da Vladimir Luxuria. Qui, KastaDiva aveva affinato un’arte complessa: quella del lipsync, la capacità di interpretare brani iconici muovendo le labbra in perfetta sincronia, ma aggiungendo una carica teatrale, mimica ed emotiva che pochi possedevano.
Il suo stile era inconfondibile: un mix di eleganza sartoriale e ironia pungente. Il trucco, sempre impeccabile, era la maschera che gli permetteva di diventare “diva”, di trascendere la quotidianità per regalare sogni. Chi lavora nel settore della bellezza e dello spettacolo sa quanto studio ci sia dietro ogni singola esibizione di una Drag Queen: ore di make-up, ricerca dei costumi, studio della gestualità. KastaDiva eccelleva in tutto questo, diventando un punto di riferimento per le nuove generazioni di performer.
Il cordoglio dei VIP: da Vladimir Luxuria a Eva Grimaldi
La notizia della morte ha fatto rapidamente il giro del web, rimbalzando sui social network e trasformando le bacheche di molti personaggi noti in un muro del pianto virtuale. Le reazioni sono state immediate e cariche di un dolore sincero, non di circostanza.
Vladimir Luxuria, che con quel mondo ha un legame viscerale e storico, ha espresso il suo sgomento con poche, lapidarie parole sotto il post ufficiale del Muccassassina: “Che brutta notizia”. Una frase semplice, ma che racchiude il senso di impotenza di fronte a una tragedia simile. Luxuria conosceva bene il valore artistico e umano di Bruno, avendolo visto crescere professionalmente negli anni d’oro della movida romana.
Anche Eva Grimaldi, attrice e volto noto della televisione italiana, ha voluto dedicare un pensiero all’artista scomparso. Nelle sue storie Instagram, la Grimaldi ha condiviso un ricordo tangibile: la sigla del Gay Village 2018. In quel video, KastaDiva brillava, protagonista indiscussa di una stagione di successi. È il modo in cui Eva ha scelto di ricordarlo: nel pieno della sua energia, mentre faceva ciò che amava di più. Un tributo che sottolinea come KastaDiva non fosse solo un fenomeno di nicchia, ma un personaggio capace di interagire con il mainstream dello spettacolo italiano.
Le parole struggenti di Imma Battaglia: il dolore dietro la maschera
Tra i tanti messaggi, quello che forse ha colpito più a fondo l’opinione pubblica è stato quello di Imma Battaglia, storica attivista e moglie di Eva Grimaldi. Le sue parole sono andate oltre il semplice cordoglio, offrendo una lettura psicologica e umana della figura di Bruno Gagliano.
Imma ha pubblicato un collage di foto dell’artista, accompagnandolo con una riflessione amara: “Bruno Gagliano, in arte Kasta Diva ci ha lasciato, ho il cuore infranto. Ricordo di lui la giovinezza, l’allegria che sapeva portare a tutti con i suoi personaggi fantastici”. Ma è nella seconda parte del messaggio che si svela il dramma interiore: “Bruno non è riuscito a sopravvivere alla pesantezza di una vita dolorosa che in qualche modo lo ha sempre accompagnato. Dietro quell’allegria c’era sempre uno sguardo triste”.
Queste parole aprono uno squarcio sulla realtà che spesso si cela dietro le luci della ribalta. La figura del clown triste, dell’artista che dona gioia agli altri mentre combatte i propri demoni interiori, è un topos purtroppo ricorrente nel mondo dell’arte. Imma Battaglia ha voluto restituire dignità e verità alla persona dietro il personaggio, ricordandolo “a colori”, nonostante il grigio che forse portava nel cuore.
Il tributo della comunità e dei colleghi
Il Muccassassina, la casa artistica di KastaDiva, ha rilasciato un comunicato ufficiale che suona come un atto d’amore eterno. “Muccassassina e tutta la comunità LGBTQIA+ hanno perso un pezzo della propria storia”, si legge nella nota. Definito come “la regina del lipsync”, KastaDiva viene ricordata per il suo splendore e la sua arte. Il locale ha promesso di ricordarla sempre “più in alto”, brillare come ha sempre fatto.
Toccante anche il ricordo della collega La Diamond, altra figura di spicco del panorama Drag italiano. Il suo messaggio è un viaggio nella memoria di un’amicizia fatta di pomeriggi passati ad ascoltare Mina, a cucire abiti, a ridere e piangere. “Grazie per le mille vite vissute insieme”, scrive La Diamond, sottolineando come i legami nati nei camerini, tra paillettes e sogni di gloria, siano spesso più forti di quelli familiari.
Anche il mondo della politica e dell’attivismo si è fermato. Il Partito Gay, tramite il portavoce Fabrizio Marrazzo, ha parlato di una notizia che “colpisce dritto al cuore della comunità LGBT+, soprattutto romana”. KastaDiva è stata definita non solo un’artista, ma “una forza della natura, un pezzo di storia e di eleganza”.
Un vuoto incolmabile nello spettacolo romano
La morte di Bruno Gagliano lascia un vuoto che difficilmente verrà colmato a breve. La scena romana perde un interprete che sapeva unire la tradizione della commedia e del travestitismo italiano con le influenze internazionali del mondo Drag contemporaneo. La sua capacità di intrattenere, di tenere il palco, di emozionare con un semplice movimento delle mani, faceva parte di quel patrimonio immateriale che rende la vita notturna un luogo di cultura e non solo di svago.
Mentre si attendono i funerali e ulteriori chiarimenti sulla dinamica dell’incidente, resta l’immagine di un artista che ha vissuto per il pubblico. In un’epoca in cui tutto è veloce e digitale, il ricordo di KastaDiva ci riporta alla dimensione fisica, sudata e reale del teatro e del clubbing. Il “lutto nello spettacolo” non è solo un titolo di giornale, ma la realtà di centinaia di lavoratori, artisti e spettatori che oggi si sentono un po’ più soli.
La speranza, espressa da molti in queste ore, è che la sua memoria possa servire anche a riflettere sulle fragilità umane che spesso si nascondono dietro le personalità più esuberanti. Come ha scritto Imma Battaglia, ora KastaDiva può volare “tra i colori di una luce che non si spegnerà mai”, libera dal peso di quella vita dolorosa che l’ha accompagnata fino all’ultimo, tragico istante.
Domande Frequenti (FAQ)
Chi era KastaDiva? KastaDiva era il nome d’arte di Bruno Gagliano, una celebre Drag Queen e artista performativa di 40 anni, originaria di Alcamo (Trapani) e figura storica del locale romano Muccassassina.
Come è morto Bruno Gagliano? Bruno Gagliano è stato trovato morto il 24 gennaio dopo essere precipitato dal nono piano della sua abitazione in zona Colle Salario a Roma. Il corpo è stato rinvenuto sul balcone del secondo piano.
Quali VIP hanno commentato la notizia? Tra i molti messaggi di cordoglio spiccano quelli di Vladimir Luxuria, Eva Grimaldi, Imma Battaglia e della collega La Diamond, oltre al comunicato ufficiale del Partito Gay.
Per cosa era famosa KastaDiva? Era nota soprattutto per le sue esibizioni al Muccassassina e al Gay Village, ed era considerata una delle migliori interpreti italiane nell’arte del lipsync (sincronizzazione labiale su brani musicali), oltre che per i suoi costumi e make-up elaborati.
Cosa ha detto Imma Battaglia sulla morte di KastaDiva? Imma Battaglia ha condiviso un ricordo molto profondo, sottolineando come dietro l’allegria e i personaggi fantastici di KastaDiva si nascondesse “uno sguardo triste” e una “vita dolorosa” che l’artista portava con sé.